Se m’innamorò di te, da me potrai entrar’
senza bussare,
ma pensaci bene,
ti farò dormire sul pagliericcio,
in cui la paglia frusciante con la polvere sospira.
Nella brocca ti porterò dell’acqua fresca,
prima che te ne vai ti netterò le scarpe,
qui nessuno ci darà noia,
china, potrai rammendare in pace le nostre vesti.
E’ grande il silenzio, ti parlerò a volte,
se sei stanca, ti accomoderò sull’unica sedia mia,
se fa caldo, potrai levarti il fazzoletto, il colletto,
se hai fame, per piatto avrai un foglio di carta,
se si troverà altro da mangiare,
allora lascia qualcosa anche a me,
perché anch’io ho eternamente fame.
Se m’innamorò di te, da me potrai entrar’
senza bussare,
ma pensaci bene,
mi addolorerebbe se dopo mi eviteresti a lungo.
aprile, 1926.
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