Ho visto una meraviglia


Ho visto una meraviglia, deliziosa,
ho immaginato una rosa delicata.
Mi son distratto e come un grosso
macigno, la realtà mi piombò addosso.

Ma anche ‘sto macigno è simbolico.
La cosa migliore è se dico tutto.
Così m’ammoniscono i solerti
e istruttivi problemi quotidiani.

Beh, quando è entrato quell’uomo,
il mio istinto mi suggeriva giusto.
“Mi staccherà la corrente” –
come un mare mi ronzava dentro.

Il coltello stava là sul tavolo,
- stavo giusto temperando la matita –
so già, se accoltello quest’uomo,
mi sarò riconciliato con il mondo.

Certo, ero veramente disperato.
Sarebbe diventato tutto triste e buio.
L’animale può difendere la sua cuccia,
ma questa è tutt’altro tipo di lotta.

Passare alle armi è debolezza:
il nemico mi uccide mi sconfigge
e mi abbandonerà il ridente cielo.
Il capitale, è l’arma, nello stato di diritto.

Qui oggi è diversa la belligeranza.
L’eroe non sguaina la sua spada.
La bomba, è la banconota che esplode,
volano i centesimi come le schegge.

Così almanaccavo e augurando
buon giorno mi son scansato,
e a sera mi sorridevano le stelle
ammalianti e la luna dal cielo.


作者
尤若夫·阿蒂拉

译者
Cikos Ibolja

来源

https://www.babelmatrix.org/works/hu/J%C3%B3zsef_Attila-1905/Gy%C3%B6ny%C3%B6r%C5%B1t_l%C3%A1ttam/it/58091-Ho_visto_una_meraviglia


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