La rabbia celata, finora, nel mio cuore era chiusa,
come lo sono i semi bruni, al’interno della mela,
un angelo mi segue, lo sento, ha in mano una spada,
mi segue, veglia su di me, mi difende nella sventura.
Ma chi all’improvviso in un’alba feroce si sveglia,
intorno tutto è crollato, e come un fantasma
s’incammina,
è pressoché ignudo, i suoi pochi averi abbandona,
nel suo cuore lieve presto nascerà, una meditata
e consapevole umiltà, di poche parole.
La sua ribellione parla d’altro, non lo fa per sé stesso,
mira già verso un lontano, sfavillante, futuro libero.
Non ho mai avuto niente e non ne avrò in futuro,
soffermati perciò, sulla vita ricca, per un attimo;
nel cuor’ mio la rabbia è spenta, la rivalsa non mi tenta
il mondo rinascerà – anche se il mio poema non canta,
ai piedi dei muri nuovi, la mia parola risuonerà,
dentro di me, supererò tutto ciò, che mi aspetta,
non guarderò indietro, lo so che non mi difenderà,
ne ricordo, ne incanto, - sopra di me il cielo nefasto;
amico, se mi avvisti, girati d’altra parte, lascia sta’.
Dove prima stava l’angelo con la spada, –
adesso non c’è più nessuno.
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