Qui non cercar suoni. Io il silenzio sono.
In questo pianeta Terra io sono
Come il violoncello avvistato
In una stanza signorile, nel canto.
Le corde sono recise. Sul collo
È gettato un muto nero velo.
Eppur non è un oggetto sentimentale.
L’ha avvolto la polvere d’anni di pace.
Sopra è stato inciso tanto strazio,
La sua quiete è sacra come al solitario
Che delle parole ha già obliato
Negli anni solinghi,- e sull’uscio del vano.
S’abbandona sulla sua vita persa,
Però non ricorda la vecchia pena:
Come se una fine foschia distante
Sanguinasse il tramonto abbondante,
E farebbe più divin, più bello e arcano
A cui il silenzio sta solamente.
Tutti gridino pure fortemente
Guasto io, violoncello di Dio, muto sono.
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