Io, violoncello guasto di dio, son muto


Qui non cercar suoni. Io il silenzio sono.
In questo pianeta Terra io sono
Come il violoncello avvistato
In una stanza signorile, nel canto.

Le corde sono recise. Sul collo
È gettato un muto nero velo.
Eppur non è un oggetto sentimentale.
L’ha avvolto la polvere d’anni di pace.

Sopra è stato inciso tanto strazio,
La sua quiete è sacra come al solitario
Che delle parole ha già obliato
Negli anni solinghi,- e sull’uscio del vano.

S’abbandona sulla sua vita persa,
Però non ricorda la vecchia pena:
Come se una fine foschia distante
Sanguinasse il tramonto abbondante,

E farebbe più divin, più bello e arcano
A cui il silenzio sta solamente.
Tutti gridino pure fortemente
Guasto io, violoncello di Dio, muto sono.


作者
阿爾帕德·托特

译者
Bonanine Tamas-Tarr Melinda

来源

https://www.babelmatrix.org/works/hu/T%C3%B3th_%C3%81rp%C3%A1d-1886/Isten_t%C3%B6r%C3%B6tt_csell%C3%B3ja%2C_hallgatok/it/25663-Io%2C_violoncello_guasto_di_dio%2C_son_muto


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