Alla morte di Babits Mihály
Dopo tanta sofferenza, come vedete,
il corpo freddo e scuro si riposa.
Solo ossa, pelle e dolore.
Come il tronco abbattuto del’ albero
che i suoi cerchi anulari fa vedere
confessa anche lui i suoi anni consumati.
Un corpo fatto solo di ossa e pelle.
Anche quello della nazione
è solo ossa, pelle e dolore.
Ecco, Balàzs, chi stava implorando,
prendilo tra le tue braccia!
O, requiem aeternam dona ei..Domine!
Oh, parole, fremiti del dolore,
stringetevi intorno a lui.
Rimanete con me: voi tutte,
parole farfugliate
della ragione, obnubilata dal lutto,
piangi il morto, o zolla, che frani,
piangi sulla sua tomba.
vieni, o velo delicato e coprilo.
colui che, dalla voce, da tanto fu abbandonato,
campana che rintocchi, porta anche te il lutto.
anima fluttuante, perla rotonda
tu parola csilla, e anche tu stella,
portate il lutto di nuovo,
luna, tu parola dal sguardo lento,
tutte le altre, tutte quante.
E' inutile tutto, lo sapevamo da tanto,
cancro ti divora, un mondo intrecciato
brilla nei tuoi occhi, fatto di cose lontane ed eterne,
e che sei senza tempo, come le stelle.
Sapevamo che stavi morendo, lo sapevamo,
eppure siamo rimasti cosi orfani con l'Opera.
La sua grandezza è un esempio. E' l'eccellenza.
E' vertigine. Che fa battere i cuori.
Chi seguirà le nostre mani a vergare,
malgrado la malattia e la stanchezza...
chi sarà la Misura vivente adesso, per noi?
Pure questa poesia, guarda,
come l'ha ridotta in frantumi, il dolore.
Tu cosa ne pensi? Ecco,
anche per i futuri poeti, che fanno
i primi passi titubanti, la misura ormai è l'Opera.
E non capisce la nostra essere orfani,
quando chinando la testa diciamo: è morto ormai...
non ti ha conosciuto, non stava
seduto al tuo capezzale, non ha preso
posto al tuo tavolo.
Non saprà più, cosa duole…
non domanda e non viene domandato -
come noi, tra di noi, - da anni oramai -
come parola d'ordine:” chi è andato a trovarlo?
Chi lo sa, dimmi, come sta Babits Mihàly?”
La mano morta non regge più la penna,
i suoi occhi chiusi non vedranno più le notti.
Luce eterna, fiamme che si dilatano,
volano verso di lui, attraverso fumi terrestri.
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