Nella profondità, mondi muti e silenti,
nel orecchio urla il silenzio, il mio grido si eleva,
ma dalla guerra tramortita lontana Serbia,
non può giungere alcuna risposta,
e tu sei lontana. La tua voce intreccia il mio sogno,
e di giorno, nel cuore lo ritrovo di nuovo,
perciò tacio, mentre intorno a me stormisce,
fresca al tatto, la superba felce.
Quando ti rivedrò, a sapere non mi è dato,
tu che eri sicura, solida come un salmo,
bella come la luce, bella come l’ombra,
da te anche da cieco e muto trovarei la strada,
or’ stai vagando nel paesaggio, mi compari
dentro gli occhi, cosi ti proietta la mente,
eri la realtà, sei diventata nuovamente un sogno,
nel pozzo della mia adolescenza ricadendo
ti interrogo gelosamente, mi ami ancora?
sperando nuovamente che all’acme della
mia gioventù, forse, un giorno diventi la mia sposa,
ripiombando sulla via delle realtà, lo so
che tu lo sei già. Mia moglie, mia amica,
ma sei lontana! Oltre tre frontiere spietate.
Il tempo volge all’autunno. Mi lascerà qui ancora?
Dei nostri baci il ricordo è sempre più vivo,
credevo nei miracoli, quei giorni li ho dimenticati,
sulla testa mia fila via la squadra dei bombardieri,
nel cielo ammiravo azzurro dei tuoi occhi,
ma si annuvolò e le bombe, lassù nei machinari,
fremevano, di essere buttate. Ciononostante vivo –
sono prigioniero. Tutto quel che spero
ho valutato bene, tuttavia io giungerò da te;
ho percorso le distese dell’anima per te,
le strade dei paesi; sulle braci roventi,
se è necessario, come per magia passerò
tra le fiamme cascanti, eppur’ ritornerò;
se serve sarò tenace come la corteccia sul’albero,
la calma, che è l’arma e il potere degli uomini
selvaggi, che vivono costantemente nel pericolo
e in mezzo ai guai, mi rassicurerà e come
un’onda fresca: la lucidità di 2 x 2 cade su di me.
Lager Heidenau, tra gli monti sopra Žagubica
agosto – settembre del 1944
PoemWiki 评分
暂无评论 写评论