Il cielo che ribolle


Si culla la luna sul cielo che ribolle,
son stupito, son vivo ancora.
Una morte scrupolosa, che fruga quest'epoca,
sono tutti bianchi, quelli che scova.

L'anno si guarda intorno, lancia un lamento,
cade senza sensi, dopo aver guardato intorno.
Un autunno difficile so dietro di me,
e un inverno carico di dolore sordo!

Il bosco sanguinava, e in questo
tempo turbolento sanguinava ogni ora.
Sulla neve,il vento,
cupi, grandi numeri disegnava.

Ho visto le cose più svariate,
sento che l'aria mi pesa,
un silenzio tiepido,carico di suoni mi avvolge,
come prima della mia nascita.

Mi fermo qui sotto l'albero
che furibondo stormisce le sue fronde.
Allunga un ramo. Mi prenderà per il collo?
Non son codardo, neanche debole,

sono solo stanco. Taccio. Tra i miei
capelli, il vento fruga spaventato  in silenzio.
Bisognerebbe dimenticare
ma io mai, niente ho dimenticato.

Sulla luna l'ira del ciel' si riversa, il veleno
in cielo disegna una fascia scura.
Sono vivo. Con cautela, con zelo
mi arrotolo una sigaretta.


作者
Miklós Radnóti

译者
Cikos Ibolja

来源

https://www.babelmatrix.org/works/hu/Radn%C3%B3ti_Mikl%C3%B3s-1909/Tajt%C3%A9kos_%C3%A9g/it/33117-Il_cielo_che_ribolle


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