Se devo andar via, porterò con me tante cose,
Tutto questo tanto caro, consueto mondo,
Inoltre, tante amate foto incorniciate,
Anche dei fiori pressati, qualcheduno,
Porterei tanta scrittura, la mia e degli altri,
Anime vive rinchiuse nelle lettere morte,
Che possano seguire ovunque i miei passi:
Manderei un messaggio alle foglie cadenti.
Porterei il bosco, che percorrevo sempre,
L’altalena, sul quale volai la prima volta,
Il mio fazzoletto, quando piango mi serve,
La mia penna, non so scrivere con un’altra.
La nostra casa, mi sta aderita sulla schiena,
Il selciato che sta davanti la soglia nostra!
Porterei…Dio mio, quante cose porterei!
Dio mio, cosa non attraverserebbe
Le gallerie della mia anima tormentata -
Conterei tutte le file delle finestre,
Accarezzerei il nido delle rondini,
In me aspirerei i suoni del organino,
Come meravigliosi canti celestiali…
E di me avrebbero gran’ nostalgia,
Tutte le porte e anche tutti i cortili,
Vorrei portare tutto, tutto con me -
Eppure mi tocca lascar’ tutto qui.
Cluj – Napoca, settembre 1916
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