Elegia per un cespuglio di ginestra


Mi sdraio sul monte, supino nell'erba,
E sul capo mio colmo di fronzoli d'oro si china
L'esile dolce ginestra dai fiori a scafo,
Tanti fiori ondeggianti, cento minute aeree barchette.
Io le guardo qual solitario gigante e dal cuore
Mio grave come giunge alle labbra mie tristi il sospiro,
Procella già quello è per esse, inattesa impetuosa tempesta,
E trema l'intero soave sciame d'oro di barche.

Felici, beati legni oscillanti festosi nel quieto
Glauco aere del pieno meriggio di fine estate,
Abbiate pazienza se sospirando vi spaventa
Il pigro gigante, ché sì turbato è il misero.
Abbiate pazienza se dal cupo fondo
Della sua anima turbina la tempesta,
Voi non sapete quali abissi d'angustia
Indicibile cela un tal mostro solingo, un - uomo!

Oscillate quietamente, i freschi scrosci d'argento
Ed i fitti roventi bagliori del sole dorato
Giungono leggeri sino al vostro apice ornato,
Di miele e profumo colmandovi l'esile varco;
Raccogliete come care gravi perle la rugiada
Dell'alba, e non vagate dietro un tesoro irreale,
Non vi spinge in cerca del reame di tante false
Brame il capitano caparbio, la coscienza.

Anch'io sono barca di cui però ogni pezzo
Tenuto è in un sol corpo dai chiodi delle pene
E che il fiero nocchiero all'impazzata guida ovunque
Invece di farla cullare sino a pigrizia nella baia mite,
Benché il dolce fluido del segreto monte magnetico
Della vita trascendente ormai attiri i suoi chiodi
Dolenti a rovinare su muti scogli in pace e non sia
Rottame graffiato e rantolante di feroci vie.

E allora gli altri? ... gli uomini fratelli,
Queste sballottate, peste o abiette, cupide barche
Portate da orrenda corrente di velacce o di laghi
Tristi di sangue pirati sono ed orfani lacrimosi, -
Oh seminando nel moderno diluvio di sangue e di lacrime
Che fato atroce spetta ai tanti tristi uomini barche!
Forse tutti morremo e nessuno, nessuno è tra noi
Che puro Noè un felice Ararat possa aspettarsi!

Forse tutti morremo e sul mondo acquietato
Ondeggerà solo una miriade di dolci barchette di fiori:
Arcobaleno giù nell'erba, arcobaleno su nel ramo,
Muta festa sarà il postumano silenzio,
Felice tremito, ed ansimerà sospirando
La dolente materia primitiva: ormai fine allo strazio!
Tremula si schiuderà la vergine bocca del loto
E nell'aria felice si librerà la candida ala della Pace.


作者
阿爾帕德·托特

译者
Bonanine Tamas-Tarr Melinda

来源

https://www.babelmatrix.org/works/hu/T%C3%B3th_%C3%81rp%C3%A1d-1886/El%C3%A9gia_egy_rekettyebokorhoz/it/25587-Elegia_per_un_cespuglio_di_ginestra


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