Oggi, l' angelo spietato è invisibile,
è quieto dentro di me, non inveisce.
Ma ecco un rumore lieve, stai all'erta,
sembra balzo di un grillo, guardi intorno
e non sai chi era. E' lui. Solo oggi è di
nuovo prudente. Si sta preparando.
Se mi ami, difendimi. Amami eroicamente.
Se sei con me, si acquatta, ma appena mi lasci
diventa coraggioso. Emerge dal fondo dell'anima
e strillando mi accusa.
E' la pazzia. Mi rode dentro, come un veleno,
solo raramente dorme. Vive dentro di me,
ma anche fuori di me.
Notti di luna, quando è tutto bianco,
con il suo calzare frusciante corre attraverso i campi
e fruga nella tomba di mia madre.
Ne è valsa la pena? - la domanda sempre
e la disturba. Le sussurra, l'incita continuamente:
l'hai partorito e sei morta!
Qualche volta mi osserva e stacca le fogli dei giorni
dal calendario, che ancora devono venire.
Per quando e dove, ormai dipende solo da lui,
per sempre. Come sasso che cade nell'acqua,
la sua parola cosi cadde l'altra notte sul mio cuore,
facendo dei cerchi, sventolando e piroettando.
Mi accingevo a dormire, tu stavi già dormendo.
Stavo là nudo quando arrivò nella notte
e in silenzio cominciò a discutere con me.
Nell'aria aleggiava un profumo strano,
l'alito fresco mi sfiorò l'orecchio.
“ Continua a spogliarti – mi incitò cosi
che non ti difenda neppure la pelle,
tanto non sei altro che carne cruda e nervi nudi.
Scuoiati, tanto è matto chi della propria pelle,
come prigionia si vanta.
Addosso a te, tanto, è solo apparenza,
prendi dunque il coltello, non fa male,
è solo un attimo, solo un fievole gemito. “
Sul tavolo si svegliò e scintillò il coltello.
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