Nonostante tutto, Dio, ti sei ricordato
di me e di coloro, che ti cercavano a lungo,
di coloro che ti amano, e li avevi trovato.
Afferrando i giovani profeti per i capelli,
nelle loro mani avevi portato fichi e
datteri sino la mia gabbia di Babilonia.
Fulgore e scurità professate il nome del
Signore! Deserto professalo, acqua fluviale,
sagge balene, e voi tutti, abitanti delle acque!
Datemi tanto pece, tanto sego e tanti peli:
ed io, anche senz’arma ucciderò il drago,
il mostro adornato, che voi chiamate Dio.
Ma non toccherò il leone, perché lui non mi
fa del male. Stasera ritornerò da lui e dormirò
nel calore peloso del suo grande corpo selvaggio.
Sentirò battere il suo gran cuore; la terra
batterà insieme a lui, e anche il cielo; - ed io
dormirò cullato, come il neonato di Dio.
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