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Dalla Bulgaria, feroce, il tuono dei cannoni arriva,
rimbalza sui monti, poi tentennando si frantuma;
tutto si ammassa, uomo, bestia, carro e pensiero,
la strada nitrendo si impenna, scappa il cielo chiomato.
In questa confusione eterna, dentro di me sei immutabile,
in fondo la mia coscienza brilli, per sempre immobile
e muto, come l’angelo, quando ammira la distruzione,
o nella cavità del’albero putrido, insetto che si seppellisce.
30 agosto 1944. Tra le montagne
2
Nove chilometri di qua bruciano
le biche e le case,
ai margini dei campi muti contadini
fumano col timore.
La piccola pastorella entrando nell’acqua
la increspa ancora
il branco delle pecore ricce, beve le nuvole
china sull’acqua.
Cservenka, 6 ottobre 1944.
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