Morirò un po’ alla volta: me la sento.
Forse avrò vissuto troppo velocemente,
O forse avevo il cuore troppo grande
E se a volte, quasi quasi traboccava,
La mia anima su un‘istante della vita
Sulla salvezza del minuto era appesa…
M’è indifferente. Avevo meritato la mia vita…
Fantoccio frivolo dei sogni illusori,
Come impiccio, perché viene al mondo?...
A chi non piace la propria vita dozzinale,
Può anche tornar a casa dal padre,
Se non ha più né polmone, né speranza,
Se s’è incenerito dalla propria fiamma…
…Dalla mia finestra penetra soffocante
L’aria fresca dell’autunno nebbioso…
Guardo fuori: un cortile pieno di rifiuti,
Al centro un paio di cespugli stentati.
La fronda, le foglie da tempo son cadute…
Eppure il cespuglio un paio di foglie vizze
Non ha intenzione di lasciar’ andare.
Tutte le altre finite nel fango, calpestate…
Si dice, che l’anima diventa tutt’uno
Nel trapasso con l’autunno.
I giovani visi avvizziti a quest’ora
Diventano crisalidi dei morti,
E la vita da quest’ora in poi diventa passato…
Non son legato da nessuna promessa,
Giuro che non m’importa più niente,
Ma non lo nego, quel ultimo tratto:
Quello, solo quello m’incute spavento…
Oh, se tutti i sogni si resusciteranno,
Tutte le ombre verranno a trovarmi,
La resa dei conti, ahimè, quell’ora
Terribile mi fa tremare di paura!
Ma, ahimè, l’eterna notte silenziosa
Si guadagna solo attraverso una grande
Sofferenza. Ed io l’avrò guadagnato!...
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