Ho vissuto sulla terra in un'epoca tale,
in cui l’uomo s’era tanto abbruttito,
uccideva volontariamente con voluttà, non sul ordine,
mentre credendo nei pregiudizi dissennato schiumava,
feroci ossessioni avviluppavano la sua vita.
Ho vissuto sulla terra in un’epoca tale,
in cui la delazione era una virtù e l’assassino,
il traditore, il brigante erano gli eroi,-
semmai chi silente era ed esaltarsi neghittoso,
era già odiato, come se fosse un appestato.
Ho vissuto sulla terra in un’epoca tale,
in cui chi si arrischiava ad alzare la voce,
nascondendosi, dalla vergogna si mangiava le mani,-
la patria s’era impazzita e sul fato spietato,
sghignazzava dal sangue e dal luridume ubriaco.
Ho vissuto sulla terra in un’epoca tale,
quando per l’infante era maledizione la madre,
e la madre era felice se abortiva,
il vivente invidiava il morto, dai vermi invaso,
mentre sul tavolo suo spumava il denso veleno.
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Ho vissuto sulla terra in un’epoca tale,
quando anche il poeta faceva il muto, in attesa,
di poter forse un giorno parlare di nuovo,
tanto qui una maledizione più degna nessun altro
potrebbe dire, -
se non Esau, il saccente delle parole dannate.
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19 maggio 1944.
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