Dio mio che sei nella terra, nel 'erba, e nel masso,
Non facciamoci male a vicenda:
Passo troppo tempo al camposanto.
Ti nomino spesso, ti cito,
Sei Tu oggi, il più vero dei Non – Veri
L' animale ancestrale: detto col nome antico.
Amami, se sei capace di amare,
Amami, perché, ahimè, odiato sono,
Ed essere amato è cosi appagante.
Amami ed abbracciami teneramente,
Noi, ahimè, viviamo in un mondo infame,
E la mia salvezza, dal pane dipende.
Vorrei tanto essere un libero signore,
Ma la mia vita, il mio destino son già segnati:
Cosi devi nascere e cosi ti devi sfamare.
Cosi occorre sopravvivere e baciare
E cosi che occorre tracciare grandi progetti,
Chiedere e dare, sempre dare.
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