Al poeta rumeno, Lucien Blaga, in occasione della rappresentazione teatrale del suo poema drammatico, intitolato “Xamolxe”, dalla parte del Teatro Ungherese di Cluj – Napoca
Da tempo corre voce che il viso della tua anima
Somigli al viso della mia anima.
Ieri ti ho veduto nello specchio segreto
Della tua poesia:
E’ vero.
Dimoravamo agli antipodi
Di un infinito: tu ed io.
Non sapevamo dell’esistenza un’dell’altro.
Stavamo come due rocce: io qui, Tu là.
Eppure lo stormire della foresta, la sonorità del cielo,
Dentro di noi lo stesso eco aveva generato.
Or’ tenderei la mano verso di te.
Eppure non la tendo.
Tra di noi v’è una foresta nera.
Tra di noi v’è un fossato amaro,
Tra di noi, statue abbattute, campanili smorzati
S’aggirano come fantasmi.
Lo so: per tutto questo Tu colpa non ne hai.
Tu sopporti la sorte del “vincitore”,
Come io quello del fallito.
Cluj – Napoca, marzo 1924
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