Inno¹


Benedici Iddio, il Magiaro,
Con dovizie e buon umor,
Porgigli tuo braccio protettor
Quando combatte l’invasor.
Sorte avversa subì ognor,
Portagli anno miglior
Questo popolo già espiò
Il passato e il futuro!

Conducesti i nostri antenati
Sulla sacra roccia dei Carpazi,
Di Bendegúz la progenie
Trovò la bella patria: a Te grazie.
Dove le onde gorgogliano
Del Tibisco e Danubio,
Dell’Árpád i prodi posteri
Divennero prosperi.

Per noi sui campi di Cumania
Mèssi ricche sventolasti,
A Tokaj, ai colli dei viti
Nettare ci prodigasti.
Spesso piantasti il nostro labaro
Sulle trincee del truce Ottomano,
E l’altera reggia di Vienna
Subì l’armata mesta di Mattia².

Ahi, per nostri peccati pure
L’ira s’incendiò nel tuo cuore,
E dei tuoi folgori scoccasti
Tra le tue nubi tuonanti.
Prìa contro di noi saettasti
Dei Mongoli rapaci i dardi,
E poi dei Turchi il giogo
Le nostre spalle ci gravò.

Quante volte il peama risuonò
Dalle labbra dell’Ottomano bruto
Sopra gli ammassi d’ossa
Di  nostre schiere vinte!
Quante volte tuoi propri proli
Si scagliaron contro di Te,
E tu, patria mia, fosti urna
Per le ceneri di tua stessa stirpe!

Il braccato si nascose
Ma la spada lo raggiunse,
Pur cercando ovunque rimase
Senza patria nel suo Paese.
Traversò rocce di monti e valli
In preda di tristezza e dubbi,
Ai suoi piedi bagno di sangue
Ed in alto v’è un cielo ch’arde.

V’era una roccia, or son ruderi
Dov’aleggiava gaiezza e gioia,
Ora esse son sostituite
Dai lamenti e rantoli di morte.
Ahimè,  libertà non sboccia
Dal sangue dei defunti,
Lacrime di schiavitù atroce
Versano gli occhi d’orfani nostri!

Abbi pietà Iddio, per il Magiaro
Chi fu straziato da più di un disastro,
Porgigli tuo braccio protettor
Su di un mare di dolor.
Sorte aversa subì ognor,
Portagli anno miglior,
Questo popolo già espiò
Il  passato e il futuro!

N.d.T.:
¹ È l’inno nazionale degli Ungheresi musicata dal compositore Ferenc Erkel (1810-1893) - si canta soltanto la prima strofa alle cerimonie ufficiali -, creatore del melodramma nazionale magiaro  «Hunyadi László»/«Ladislao Hunyadi» (1844), «Bánk bán»/«Bano Bank». Le parole dell'inno ungherese sono insolite per il genere, perché rivolgono una preghiera a Dio, invece di celebrare l'orgoglio nazionale. Allo scoccare della mezzanotte del giorno di San Silvestro, la radio e televisione ungherese manda in onda l'Inno Nazionale e nelle case la gente si alza in piedi ed intona l'inno stesso assieme a «Szózat»/«Appello» di Mihály Vörösmarty (1800-1855).
²  Re Mátyás Hunyadi/Mátyás Corvin [Korvin] (regnò: 1458-1490)


作者
克尔切伊·费伦茨

译者
Bonanine Tamas-Tarr Melinda

来源

https://www.babelmatrix.org/works/hu/K%C3%B6lcsey_Ferenc-1790/Himnusz/it/25707-Inno%C2%B9


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