Via solitaria, novembre, notte.
Buio come la pece.
Dietro di me qualcuno avanza,
Ha i passi pesanti:
Sento i tonfi dei suoi passi.
Nelle mie vene piano si gela il sangue, -
Ma non mi affretto, ormai non ho fretta,
Lo so, che comunque presto mi raggiunge.
Chino la testa.
Questo ormai non è paura,
E’ il movimento silenzioso del Amen:
Che venga pure lo straniero
Dal passo implacabile. –
Che spenga ogni piccola luce delle finestre
Luci fallaci, -
Che renda completa questa notte.
Sta arrivando.
Avanza con passi da gigante,
Or’ qui, dove mi son fermato,
Qui ci sarà il grande incontro,
Sotto la luce morente di questo lampione.
Ora! - E’ passato oltre.
E’ andato via, non mi ha rivolto una parola,
Mi guardò da sotto il cappello,
Come fa l’amore e la vita.
Cluj – Napoca, 18 novembre 1927
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