A te son abituato come all’aria,
dovunque guardo, ti vedo ovunque,
in fondo dell’armadio, nei cassetti,
nel mio cervello e di te non mi accorgo.
Ma l’altra sera, quando sei entrata
nella mia stanza e hai detto qualcosa,
all’improvviso mi son reso conto,
dopo tanti anni sì, che tu sei qui,
non badando al tuo discorso guardavo
te attonito. Ho chiuso gli occhi.
In silenzio ripetevo tra me e me:
“A lei son abituato come all’aria,
il mio respiro è proprio Ella.
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