Lettera alla moglieCikos Ibolja 译

Brief an die GattinFranz Fühmann 译


Nella profondità, mondi muti e silenti,
Schweigende, stumme Weiten in der Tiefe.
nel orecchio urla il silenzio, il mio grido si eleva,
Die Stille heult. Ich schreie. Doch wer riefe
ma dalla guerra tramortita lontana Serbia,
mir Antwort zu in diesem todumhauchten
non può giungere alcuna risposta,
serbischen Land, des Täler blutig rauchten;
e tu sei lontana. La tua voce intreccia il mio sogno,
und du bist fern. Nur nachts durch meine Träume
e di giorno, nel cuore lo ritrovo di nuovo,
klingt deine Stimme noch. In heiße Räume
perciò tacio, mentre intorno a me stormisce,
des Herzens berg ich sie, ihr tags zu lauschen,
fresca al tatto, la superba felce.
indes um mich die schlanken Farne rauschen.

Quando ti rivedrò, a sapere non mi è dato,
Wann ich dich wiederseh, kann ich nicht wissen,
tu che eri sicura, solida come un salmo,
du Hort, stark wie ein Psalm in Ärgernissen,
bella come la luce, bella come l’ombra,
wie Licht und Schatten schön! Ach, selbst mit blinden
da te anche da cieco e muto trovarei la strada,
Augen würd ich unfehlbar zu dir finden;
or’ stai vagando nel paesaggio, mi compari
die Landschaft birgt dich, doch von innen schwebst du
dentro gli occhi, cosi ti proietta la mente,
mir vor das Aug, und unzerstörbar lebst du:
eri la realtà, sei diventata nuovamente un sogno,
Wirklichkeit warst, Traum wirst du, Wunderbare,
nel pozzo della mia adolescenza ricadendo
erneut im Brunnen meiner Knabenjahre.

ti interrogo gelosamente, mi ami ancora?
Voll Eifersucht dring ich in dich: Sag, liebst du
sperando nuovamente che all’acme della
mich? Und, am Gipfel meiner Jugend, gibst du
mia gioventù, forse, un giorno diventi la mia sposa,
die Hand als Gattin mir? Ich hoff's; erneut im
ripiombando sulla via delle realtà, lo so
Wachsein weiß ich: Du bist's: Ehfrau und Freundin,
che tu lo sei già. Mia moglie, mia amica,
nur fern bist du. Jenseits drei wilder Grenzen.
ma sei lontana! Oltre tre frontiere spietate.
Auch wird's September, bunt schon Kronen glänzen.
Il tempo volge all’autunno. Mi lascerà qui ancora?
Vergißt mich selbst der Herbst? Ins Ungewisse
Dei nostri baci il ricordo è sempre più vivo,
treib ich und schmeck noch taumelnd unsre Küsse.

credevo nei miracoli, quei giorni li ho dimenticati,
An Wunder glaubt ich und vergaß sie. Lärmend
sulla testa mia fila via la squadra dei bombardieri,
ziehn Bomber über uns. Am Himmel, schwärmend,
nel cielo ammiravo azzurro dei tuoi occhi,
sah ich dein Augenblau - nun, unter Dröhnen
ma si annuvolò e le bombe, lassù nei machinari,
trübt es sich ein, und wild die Bomben sehnen
fremevano, di essere buttate. Ciononostante vivo –
zum Sturz sich droben. Ihnen trotzend leb ich
sono prigioniero. Tutto quel che spero
und bin gefangen, doch, glaub mir, bald schweb ich
ho valutato bene, tuttavia io giungerò da te;
zu dir und weiß, daß ich dich nicht verfehle.
ho percorso le distese dell’anima per te,
Für dich legt ich die Länge meiner Seele,

le strade dei paesi; sulle braci roventi,
der Wege all zurück. Durch Purpurgluten,
se è necessario, come per magia passerò
wenn es so sein muß, durch brüllende Fluten
tra le fiamme cascanti, eppur’ ritornerò;
werd ich mich zaubern, daß zu dir ich finde,
se serve sarò tenace come la corteccia sul’albero,
ich werde zäh sein wie am Baum die Rinde,
la calma, che è l’arma e il potere degli uomini
mit wilder Männer Ruh werd ich aufwiegen
selvaggi, che vivono costantemente nel pericolo
Waffen und Macht; es lehrt die Not mich siegen
e in mezzo ai guai, mi rassicurerà e come
und die Gefahr, und hold wird Hoffnung schenken
un’onda fresca: la lucidità di 2 x 2 cade su di me.
die Nüchternheit des 2x 2 dem Denken.


Lager Heidenau, tra gli monti sopra Žagubica
agosto – settembre del 1944


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