La preghiera di Giona


Ormai mi abbandonano le parole,
o sono diventato io come
un fiume straripante,
senza argini e senza méta,
tante vecchie inutili parole
trascino con me,
come porta il torrente
i pali arginanti e le dighe
con sè, errante.
Magari desse il Signore
al mio ruscello un letto
per portarmi sicuramente
verso il mare,
magari mettesse lui
la rima pronta alle mie poesie,
e la Bibbia sulla mensola
la mia metrica sia.
Perchè io Giona,
il suo pigro servo,
prima nascosto,
poi Giona nella balena
che scese nell'oscurità sorda
e rovente non per tre giorni,
ma per tre mesi, tre anni o secoli,
prima di sparire per sempre
nella bocca di una balena
eterna, ancora più sorda,
possa trovare la voce vecchia,
mettere le mie parole
in fila impeccabile,
come Lui mi suggerisce,
e possa parlare senza paura,
se mi permette la debole gola,
e non mi stanchi mai fino a sera,
o finchè le autorità del cielo
o di Ninive mi permetteranno
di parlare e non morire.


作者
蒙卡奇・巴比茨

译者
Agnes Preszler

来源

https://www.babelmatrix.org/works/hu/Babits_Mih%C3%A1ly-1883/J%C3%B3n%C3%A1s_im%C3%A1ja/it/21937-La_preghiera_di_Giona


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