M’hanno iscritto in ogni sorta di Libro,
e in tutti i modi di me tengono conto.
Negli oscuri uffici dal odor di polverino,
anche me riguarda qualche foglio grigio.
Oh, stridor di denti. Oh, l’umiliazione,
perché son un prigioniero e non son libero.
La mia mano non mi appartiene, la mia gamba,
la mia testa, non son più, che un dato di fatto.
Sarebbe meglio vivere in un lontano deserto,
o putrefarsi abbasso, sotto la terra grassa,
poiché m’hanno iscritto in ogni sorta di Libro
e in tutti i modi di me tengono conto.
1921.
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