Care selve, a voi ritorno
sventurata pastorella.
È pur quello il patrio monte;
questa è pur l’amica fonte,
e sol io non son più quella.
Se la dolce memoria
del perduto mio bene
bastasse a consolar l’alma dolente;
qui spererei conforto, ove col nome
del mio Gualtiero impressi
mi ricordan diletti i tronchi istessi.
Ma che? nel rivedervi, o patrie selve,
ove nacque il mio foco,
cresce l’affanno; e qui spietato, e rio
mi condanna il destino
a pascer di memorie il dolor mio.
Andiam, Griselda, andiamo,
ove il rustico letto in nude paglie
stanca m’invita a riposar per poco.
E là scordando al fine,
Gualtier non già, ma la real grandezza,
al silenzio, e a la pace il duolo avvezza.
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