Uom, tu che nasci in maschera,
e mascherato muori,
osi insultar, se incognito
è anch’esso il Dio, che adori?
Vorresti tu conoscerlo
ed affisarlo ignudo,
come una compra femmina,
o il conio di uno scudo?
Ma tu, da culla a feretro
lasci un sol dì il mantello?
Ardisci mostrar l’indole
del cuore e del cervello?
Dio che a ragione, o tanghero,
di te più furbo è assai,
t’acqueta, la sua maschera
non lascerà giammai.
E tu in ginocchio pregalo
che ci lasci la nostra,
perché sarebbe orribile
l’anima messa in mostra!
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